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Perché abbiamo costruito LimePanel, il nostro pannello hosting

LimePanel è il pannello hosting di LimeNetwork: perché l'abbiamo creato, cosa fa e perché l'intelligenza artificiale da sola non basta per costruirlo.

Copertina: il titolo «Perché abbiamo costruito LimePanel» accanto a una schermata stilizzata del pannello, con dati di esempio, su strati luminosi dal 2022 al 2026
In questo articolo 18
  1. 01Il punto di partenza: licenze che salgono ogni anno
  2. 02cPanel: dalla licenza per server alla licenza per account
  3. 03Plesk: aumenti a ogni primo gennaio
  4. 04Perché è un problema per chi ospita siti
  5. 05Più di quattro anni di sviluppo
  6. 06L’intelligenza artificiale ci ha aiutato. Ma non basta.
  7. 07Allora, oggi un pannello di controllo lo può fare chiunque?
  8. 08Che cosa fa LimePanel
  9. 09Sicurezza per costruzione
  10. 10Siti, PHP e prestazioni
  11. 11WordPress
  12. 12Posta e DNS
  13. 13Backup e aggiornamenti
  14. 14Assistente AI, che non tocca niente da solo
  15. 15Per chi rivende hosting
  16. 16Una licenza semplice
  17. 17Che cosa cambia per i clienti LimeNetwork
  18. 18Provalo

Chi gestisce un hosting conosce bene un appuntamento fisso: ogni autunno arriva la mail del fornitore del pannello di controllo con il nuovo listino. Per anni l’abbiamo letta anche noi, abbiamo rifatto i conti e ci siamo chiesti quanto ancora avesse senso dipendere da un software su cui non abbiamo alcun controllo, né sul prezzo né sulle scelte tecniche.

Da quella domanda è nato LimePanel, il pannello hosting sviluppato dal team di LimeNetwork. Dal 2 novembre i nostri nuovi piani hosting girano su LimePanel, e chiunque può installarlo sul proprio server. In questo articolo ti raccontiamo perché l’abbiamo costruito, quanto lavoro c’è dietro e che cosa fa.

Il punto di partenza: licenze che salgono ogni anno

cPanel e Plesk sono da molti anni i due pannelli più diffusi nell’hosting. Dal 2017–2018 fanno capo allo stesso gruppo, WebPros, che controlla anche WHMCS, il software di fatturazione usato da moltissimi provider. Due prodotti concorrenti sotto lo stesso proprietario: per chi fa hosting, di fatto, meno alternative.

cPanel: dalla licenza per server alla licenza per account

Fino a giugno 2019 una licenza cPanel costava una cifra fissa per server, circa 20 dollari al mese su una VPS, con account illimitati. A giugno 2019 cPanel ha introdotto il prezzo per numero di account: fasce Solo (1 account), Admin (fino a 5), Pro (fino a 30) e Premier (fino a 100), con un costo aggiuntivo per ogni account oltre i 100. Per molti provider il conto è salito di colpo, in alcuni casi di diverse volte.

Da lì i ritocchi sono diventati annuali. Qualche numero dal listino ufficiale:

Licenza cPanel (cloud/VPS)2021Oggi (2026)
Solo – 1 account$15,00/mese$29,99/mese
Admin – fino a 5 account$22,00/mese$35,99/mese
Pro – fino a 30 account$32,25/mese$53,99/mese
Premier – fino a 100 account$48,50/mese$69,99/mese
Ogni account oltre i 100$0,30$0,49

E non è finita: cPanel ha già annunciato un nuovo adeguamento dei prezzi dal 16 dicembre 2026.

Plesk: aumenti a ogni primo gennaio

Anche Plesk aggiorna i listini con regolarità. Dal 1° gennaio 2024 le edizioni Web Admin, Web Pro e Web Host sono aumentate in media di circa il 14%, secondo la stessa Plesk. Altri adeguamenti sono arrivati il 1° gennaio 2025 e il 1° gennaio 2026.

Perché è un problema per chi ospita siti

Una licenza che costa qualche dollaro in più non è una tragedia. Il problema è la direzione: un costo che sale ogni anno, a prescindere da cosa cambia nel prodotto, finisce prima o poi nel prezzo dell’hosting che paghi tu. Oppure costringe il provider a tagliare altrove: assistenza, backup, hardware. Noi non volevamo fare né l’una né l’altra cosa.

C’era anche un secondo motivo, meno visibile ma altrettanto importante. Con un pannello di terze parti, molte delle cose che facciamo per i nostri clienti (isolare gli account, tenere in ordine la posta, diagnosticare un sito che non si apre) dipendono da componenti aggiuntivi, ognuno con la sua licenza e i suoi limiti. Volevamo un pannello che facesse tutto questo per costruzione, non per somma di moduli.

Più di quattro anni di sviluppo

LimePanel non è nato in un’estate. Lo sviluppo è durato più di quattro anni: prima i fondamentali (sicurezza, isolamento degli account, gestione dei siti), poi posta, DNS, backup, WordPress, rivenditori, aggiornamenti firmati, migrazione dagli altri pannelli.

Ogni funzione è stata provata su installazioni pulite, rotta di proposito e corretta. Molte delle scelte che trovi nel pannello vengono da problemi veri, risolti negli anni sui server che gestiamo: il sito che smette di rispondere dopo un aggiornamento di WordPress, la casella che invia spam perché qualcuno ne ha rubato la password, il certificato che non si rinnova perché il dominio punta ancora al vecchio server. Oggi LimePanel gira sui server di LimeNetwork e lo usiamo ogni giorno.

L’intelligenza artificiale ci ha aiutato. Ma non basta.

Diciamolo con chiarezza: negli ultimi tempi l’intelligenza artificiale ci ha permesso di accelerare molto. Ci ha aiutato a scrivere e rivedere codice, a preparare test, a confrontare alternative, a scrivere documentazione in due lingue. Senza, alcune parti avrebbero richiesto molto più tempo.

Però un pannello hosting non è un sito vetrina. Gira con privilegi alti su server che ospitano i siti, la posta e i dati di altre persone. Un errore non produce una pagina brutta: produce un sito compromesso, una mail che finisce in spam per settimane, un backup che non si ripristina proprio quando serve.

L’AI scrive codice. Non sa da sola che cosa va costruito, né riconosce quando una soluzione che sembra funzionare è in realtà fragile. Quello lo sa chi:

  • gestisce infrastrutture hosting da anni, con server, reti, storage e backup in produzione, non in laboratorio;
  • conosce la sicurezza dal lato di chi difende: ha visto come entrano gli attacchi veri e sa come si contengono;
  • conosce la consegna della posta: SPF, DKIM, DMARC, reputazione degli IP, limiti di invio, caselle compromesse da fermare prima che rovinino tutto il server;
  • lavora su Linux ogni giorno: web server, PHP, database, DNS, permessi, quote, limiti di risorse;
  • ha seguito tante migrazioni e sa che cosa si perde per strada se non si controlla tutto;
  • risponde ai clienti, e quindi sa quali messaggi di errore vengono capiti e quali no.

È questa esperienza a decidere l’architettura, a scrivere i test che contano, a rifiutare le scorciatoie. L’AI ha reso il lavoro più veloce. Il mestiere, l’esperienza e la responsabilità restano nostri.

Allora, oggi un pannello di controllo lo può fare chiunque?

Un pannello di controllo, sì. Oggi con l’intelligenza artificiale lo può fare chiunque. Qualche settimana, un po’ di prompt, e hai qualcosa che crea un sito, apre una casella di posta e fa un’ottima figura in una demo.

Un pannello che funziona davvero ed è sicuro, no. E non basta nemmeno essere uno sviluppatore.

Uno sviluppatore bravo, con l’AI, un pannello lo scrive. Ma se non ha mai gestito un server in produzione, non ha mai visto un sito compromesso alle tre di notte, non ha mai passato settimane a togliere un IP dalle blacklist, non ha mai ripristinato un backup con il cliente al telefono, non sa nemmeno quali domande fare. E l’AI risponde alle domande che le fai: non a quelle che non sai di dover fare.

Il risultato è un pannello che sembra perfetto finché va tutto bene. Poi arriva il primo attacco vero, e il pannello viene bucato.

E a quel punto non è più un esperimento. Hai venduto un prodotto che si può bucare. Su quel server ci sono i siti, la posta, i dati e i clienti di altre persone che si sono fidate di te: aziende che restano ferme, caselle usate per mandare spam a nome loro, dati personali esposti, un IP che finisce in blacklist e trascina con sé tutti gli altri. Il problema non è più solo tuo: diventa dei tuoi clienti, e dei clienti dei tuoi clienti. E la responsabilità, davanti a loro e davanti alla legge, resta tua.

Un pannello di controllo non è un gestionale qualsiasi. Ha le chiavi di tutto il server. Se lo sbagli, non sbagli una funzione: apri la porta a chiunque.

Quindi no, non tutti possono fare questo lavoro. Scrivere un pannello oggi è alla portata di molti. Svilupparne uno fatto bene, sicuro, che regge gli attacchi veri e protegge davvero chi ci lavora sopra, è un’altra storia: richiede anni passati sui server, non qualche settimana davanti a un prompt.

L’intelligenza artificiale moltiplica quello che sai. Se non sai, moltiplica gli errori. Noi questo mestiere lo facciamo da anni, sui server veri, con i clienti veri. È per questo che LimePanel non è un prototipo: è lo strumento su cui facciamo girare ogni giorno il nostro lavoro e quello dei nostri clienti.

Che cosa fa LimePanel

LimePanel ha due facce: un pannello per i clienti, semplice e chiaro, e una console per chi amministra il server. Ecco le funzioni principali.

Sicurezza per costruzione

  • Il pannello non esegue niente come root: le operazioni privilegiate passano da un componente separato, con un elenco chiuso di operazioni. Non esiste una shell arbitraria.
  • LimeCapsule, una tecnologia di isolamento progettata e sviluppata da noi, esclusiva di LimePanel: ogni account vive nella sua capsula, con file, processi, PHP, attività pianificate e terminale separati dagli altri, e limiti garantiti di CPU, memoria e processi. Se un sito viene compromesso, il problema resta lì. Non è un modulo di terzi da acquistare a parte: nasce da anni passati a gestire server condivisi e a vedere da vicino come un problema su un account può allargarsi agli altri.
  • Verifica in due passaggi, ruoli granulari, registro di audit con catena di hash verificabile.
  • Firewall applicativo per sito, blocco dei tentativi di accesso ripetuti, scansione malware.
  • LimeShield, il nostro sistema di protezione proprietario, sviluppato internamente con il know-how maturato difendendo ogni giorno i server dei nostri clienti: protezione condivisa tra i servizi del server, blocco dei bot malevoli, firme antimalware scritte da noi a partire dagli attacchi reali che vediamo, scansione dei file in tempo reale. Non è un servizio esterno rivenduto con un altro nome: le regole, le firme e il modo in cui reagisce sono frutto della nostra esperienza, e si aggiornano con quello che impariamo sul campo.

Siti, PHP e prestazioni

  • Siti, alias, sottodomini e reindirizzamenti; certificati Let’s Encrypt automatici, anche wildcard.
  • Tutte le versioni di PHP dalla 5.6 alla più recente, con circa 90 estensioni scelte sito per sito.
  • Motore web a scelta: OpenLiteSpeed, LiteSpeed oppure NGINX con cache Varnish per sito, con regole pronte per WordPress, WooCommerce, PrestaShop e Joomla.
  • Applicazioni Node.js e Redis dedicato per account.
  • Deploy da Git, phpMyAdmin con accesso in un clic.

WordPress

Installazione in un clic, staging e pubblicazione con backup, aggiornamenti (anche pianificati) con ritorno automatico se il sito si rompe, cerca e sostituisci nel database, accesso alla bacheca in un clic.

Posta e DNS

  • Caselle, alias, inoltri, risposte automatiche, webmail con accesso in un clic, configurazione automatica dei programmi di posta.
  • DKIM, SPF e DMARC pronti, antispam e antivirus, limiti di invio per casella e per account contro le caselle compromesse.
  • DNS con modifiche a bozza, DNSSEC, cluster DNS tra più server.

Backup e aggiornamenti

  • Backup locali e su storage S3, verificati dopo ogni copia; ripristino di un singolo file, database o casella.
  • Aggiornamenti del pannello firmati, con backup automatico prima e ritorno alla versione precedente se qualcosa non risponde.

Assistente AI, che non tocca niente da solo

L’assistente legge quello che il pannello misura e lo spiega in parole semplici: perché un sito non si apre, perché le mail finiscono in spam, cosa fa un file segnalato dalla scansione, se un aggiornamento WordPress rischia di creare incompatibilità. Ogni correzione parte solo se la confermi tu. Password, chiavi e dati personali vengono tolti prima dell’invio, e l’assistente si può spegnere per server, rivenditore o cliente.

Per chi rivende hosting

Rivenditori con limiti scritti nel contratto, white label (logo e colori tuoi su pannello, webmail, email e assistente), modulo WHMCS incluso, API e webhook. E il Transfer Tool, che importa account, siti, database e posta dal server che usi oggi, con i siti che restano accesi finché non sposti i DNS.

Una licenza semplice

Una licenza per server, tutte le funzioni in ogni piano: cambia solo quanti account puoi creare. Si parte da 9 € al mese + IVA, con 15 giorni di prova gratuita. E se una licenza scade, il pannello si blocca ma i siti restano online e non si cancella nulla.

In arrivo: nuove funzioni dedicate alla sicurezza di WordPress, al monitoraggio dei siti, alla protezione e all’importazione della posta e alle anteprime dei siti prima del cambio DNS.

Che cosa cambia per i clienti LimeNetwork

Dal 2 novembre i nuovi piani Hosting, WordPress, Cloud, Power Cloud e Web Agency nascono su LimePanel. Per te significa:

  • un pannello in italiano, pensato per dirti cosa va sistemato prima ancora che tu lo chieda;
  • isolamento degli account e protezione inclusi, senza moduli a pagamento;
  • strumenti WordPress, posta e backup nello stesso posto;
  • un’assistenza che risponde conoscendo il pannello dall’interno, perché l’abbiamo scritto noi;
  • prezzi che non dipendono più dal listino di un fornitore esterno.

Se hai già un servizio con noi e vuoi sapere come e quando passerà su LimePanel, scrivici: ne parliamo insieme.

Provalo

Se gestisci server, sei un’agenzia o rivendi hosting, puoi provare LimePanel gratis per 15 giorni, con tutte le funzioni e account illimitati, su limepanel.it.

Se invece vuoi solo un hosting veloce e sicuro, senza pensare al pannello, scopri i piani su limenetwork.it: al pannello ci pensiamo noi.

Team LimeNetwork